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LE TRE PAROLE CHIAVE DA CHIARIRE SONO:

ACCOGLIENZA, INTEGRAZIONE, INTERCULTURA

L'ACCOGLIENZA

Va distinta L'ACCOGLIENZA, intesa proprio come condizione quotidiana e permanente dello "star bene a scuola", dalla PRIMA accoglienzaACCOGLIENZA che riguarda, invece, l'inserimento iniziale degli alunni e che quindi va intesa come un insieme di attività finalizzate ad un positivo ingresso nel sistema scolastico.

In generale ACCOGLIENZA significa creare condizioni "serene" che favoriscono l'inserimento, l'adattamento, l'integrazione della persona in dato ambiente.

L'accoglienza rappresenta il contatto iniziale del bambino straniero e della sua famiglia con l'ambiente scolastico e con le persone in esso presenti.
E' il momento in cui diventano indispensabili:
  • - l'osservazione del bambino per raccogliere dati e informazioni relative alle sue abilità,
  • - la rilevazione della sua biografia quale fonte di ulteriori notizie.

Questo lavoro iniziale è finalizzato a:

  • individuare la classe in cui il bambino sarà iscritto,
  • progettare una programmazione individualizzata.

L'INTEGRAZIONE

Per integrazione nel documento D.P.R.n.158 del 5.8.1998 s'intende un processo di non discriminazione e di inclusione delle differenze, quindi integrazionedi contaminazione e di sperimentazione di nuove forme di rapporti e di comportamenti, nel costante e quotidiano tentativo di tenere insieme principi universali e particolarismi. Essa dovrebbe quindi prevenire situazioni di emarginazione, frammentazione e ghettizzazione, che minacciano l'equilibrio e la coesione sociale e affermare principi universali come il valore della vita umana, della dignità della persona, il riconoscimento della libertà femminile, la valorizzazione e la tutela dell'infanzia. sui quali non si possono concedere deroghe. neppure in nome del valore della differenza.

L'INTERCULTURAintercultura

La realtà della presenza di stranieri, così come delineata, rende di particolare attualità una nuova e mirata attenzione della scuola alle tematiche connesse all'educazione interculturale quale condizione strutturale delle società multiculturali. Il compito educativo, in questo tipo di società, assume il carattere specifico di mediazione fra le diverse culture di cui sono portatori gli alunni: mediazione non riduttiva degli apporti culturali diversi, bensì animatrice di un continuo, produttivo confronto fra differenti modelli

L'educazione interculturale- si osserva -avvalora il significato di democrazia, poiché la "diversità culturale" va pensata quale risorsa positiva per i complessi processi di crescita della società e delle persone. Pertanto l'obiettivo primario dell'educazione interculturale si delinea come promozione delle capacità di convivenza costruttiva in un tessuto culturale e sociale multiforme. 

"L'accentuarsi delle situazioni di natura multiculturale e plurietnica, infine, di fronte alle quali si verificano talvolta atteggiamenti di intolleranza quando non addirittura di razzismo, può tradursi in occasione di arricchimento e di maturazione in vista di una convivenza basata sulla cooperazione, lo scambio e l'accettazione produttiva delle diversità come valori ed opportunità di crescita democratica" (Orientamenti didattici per la scuola materna, parte I Infanzia, società, educazione, paragrafo I "Una società in movimento")

"La scuola deve operare perché il fanciullo... abbia consapevolezza delle varie forme di diversità e di emarginazione allo scopo di prevenire e contrastare la formazione di stereotipi e pregiudizi nei confronti di persone e culture" ( Programmi didattici per la scuola primaria, premessa generale, parte I, paragrafo "Educazione alla convivenza democratica").

"Ponendo gli alunni a contatto con i problemi e le culture di società diverse da quella italiana, la scuola media favorirà anche la formazione del cittadino dell'Europa e del mondo, educando ad un atteggiamento mentale di comprensione che superi ogni atteggiamento unilaterale dei problemi ed avvicini all'intuizione di valori comuni agli uomini pur nella diversità delle civiltà, delle culture e delle politiche" ( Programmi della scuola media, premessa generale, parte IV, paragrafo 5).

  • PROGETTO SPORTELLO SCUOLA PER L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI E DELL’EDUCAZIONE INTERCULTURALE

    AMBITO TERRITORIALE “ROMANO DI LOMBARDIA”

     

      PREMESSA

    L’attività dello Sportello alunni stranieri di Bariano intende sostenere ed accompagnare i processi di inserimento ed integrazione dei processi già in atto nelle varie Istituzioni scolastiche in ""collaborazione con le risorse messe a disposizione dalle varie amministrazioni locali, dagli associazioni territoriali e dal Piano di Zona di Romano. Pertanto l’ins referente dello Sportello collaborerà con i referenti delle varie Scuole presenti sul territorio.

    OBIETTIVI

    1. Realizzare una rete tra le scuole dell’Ambito territoriale per consolidare le “buone prassi” di inserimento, accoglienza ed alfabetizzazione di primo e secondo livello a favore degli alunni stranieri.

    2. Consolidare e sviluppare il ruolo della scuola in collaborazione con il Piano di Zona, gli Enti Locali e le Associazioni sul territorio.

    ATTIVITÀ

    1. Raccolta in ambito territoriale delle richieste di Pronta Accoglienza, e trasmissione in formato digitale alla cooperativa Kinesis che organizza gli interventi di mediazione culturale

    2. Coordinamento dell’attività dei referenti d’intercultura e funzioni strumentali presenti nei vari istituti;

    3. Programmazione, verifica, consulenza con i colleghi, con i mediatori culturali, con operatori esterni alla scuola e presenti sul territorio (amministrazioni, ASL, associazioni…);

    4. Acquisizione dati e organizzazione monitoraggi ministeriali:

    5. Fornitura materiali, indicazioni bibliografiche e/o documenti normativi.

    RISULTATI ATTESI

    1. Fornire strumenti e materiali per gestire l’emergenza dei nuovi inserimenti;
    2. Valorizzare le competenze presenti sul territorio;
    3. Incrementare le capacità progettuali e di ricerca tra i docenti delle varie istituzioni scolastiche.

    FORMAZIONE DOCENTI

    1. Partecipazione a momenti di approfondimento tematico;
    2. Collegamento con agenzie per la formazione;
    3. Diffusione delle opportunità formative presenti sul territorio.

    MODALITÀ ORGANIZZATIVE:

    Incontri con i referenti d’intercultura dei vari istituti;

    Gruppi di lavoro costituiti dai rappresentanti dei diversi istituti per costruire una rete di collegamento tra servizio mediazione e scuola.

    COLLEGAMENTO CON IL C.S.A.

    • Partecipazione agli incontri mensili di coordinamento provinciale;
    • Collaborazione per la predisposizione di strumenti di monitoraggio.
  • ""PROGETTO DI INTERVENTO A SUPPORTO DELL’INTEGRAZIONE INTERCULTURALE A LIVELLO D’ISTITUTO

      PREMESSA

     L’apprendimento linguistico degli alunni stranieri è un elemento essenziale dell’integrazione scolastica dello scolaro ed un veicolo per interagire con la nuova realtà sociale..
    L’insegnamento linguistico richiede una programmazione didattica specifica in relazione alle singole situazioni di bilinguismo, nel contesto dei programmi di educazione linguistica rivolti alla totalità degli alunni; nello stesso tempo sono da attivare eventuali unità di apprendimento individualizzato in singoli settori curricolari secondo le esigenze e le capacità di ciascun allievo.
    La partecipazione attiva e positiva dell’alunno alla vita scolastica, avviene con la collaborazione della famiglia, che deve essere parte costruttiva nel percorso di crescita del proprio figlio attraverso un supporto adeguate delle strutture presenti sul territorio, compresa la scuola.

    OBIETTIVO da perseguire con l’intervento

    -Far apprendere la lingua “italiana” per comunicare
    -Compiere percorsi di prima o seconda alfabetizzazione.
    -Orientare i ragazzi e le famiglie  straniere nella nuova realtà scolastica e nel nuovo modello di apprendimento

    STRUTTURA DELL’INTERVENTO interno all’Istituto

    1 Attività di coordinamento:

    -accoglienza dell’alunno al momento dell’iscrizione;
    -incontri iniziali con i docenti della classe e con le famiglie;
    -contatti con le famiglie straniere.
    -attività di programmazione, verifica, consulenza con i colleghi, con i mediatori culturali,   con operatori esterni alla scuola e presenti sul territorio (amministrazioni, ASL, associazioni…);
    -stesura di progetti di alfabetizzazione.
    -presa visione ed analisi dei casi sociali che richiedono l’intervento dei servizi presenti sul territorio.

    2 Attività didattica:

    • PERCORSI PERSONALIZZATI nelle varie discipline del curricolo scolastico per:
    • -apprendere la lingua orale e scritta;
      -recuperare e rafforzare le strumentalità dell’ambito logico-matematico;
      -approfondire la comprensione dei concetti spazio-temporali nell’area antropologica.

    3 Modalità di attivazione dei percorsi:

    -lavoro nel gruppo classe e in piccoli gruppi composti da alunni stranieri e/o da alunni italiani e stranieri.

    4 Destinatari:

    -alunni stranieri di prima accoglienza ed alfabetizzazione
    -alunni stranieri presenti nell’Istituto Comprensivo per consolidare/recuperare le abilità didattiche e per progetti di secondo livello riguardante l’alfabetizzazione

    5 Tempi:

    Si favorirà la più ampia flessibilità oraria per rispondere alle esigenze degli alunni.

    6 Verifica

    Si effettueranno momenti di monitoraggio delle varie tappe degli interventi sopra proposti.
    I momenti di verifica avverranno all’inizio, in itinere e al termine delle varie attività.